
La diplomazia non può che venire a patti con Erdoğan, seconda potenza della Nato, uditore presso i Brics, pronto a dichiarare la sua simpatia per il Sud del mondo e, aprendo i molti dossier che riguardano l'attivismo neo-ottomano di Erdoğan, considerando quanto la Turchia è disponibile a offrire agli affaristi e biscazzieri del mondo da Trump a al Thani, ma soprattutto capace di tornare indietro rispetto alle forzature e agli strappi creati nei quattro anni di briglia sciolta della prima amministrazione Trump e poi i successivi alla corte di Biden; il decenio di accordi di Astana con i compari attorno alla carcassa siriana da spolpare ora completamente a sua disposizione. Pronto a ricavare il più possibile dalle guerre in corso e previste, sempre al servizio soprattutto di se stesso e degli affari di famiglia.