
Milano l’Avana solo andata
Molti sono stati affascinati dalla colonna sonora dei Buena Vista Social Club. Dalla foto di Fidel Castro che abbraccia Maradona. Dai racconti di Gianni Minà. Cuba, non c’è dubbio, è diventata negli anni un ideale politico, quello del comunismo caraibico, così diverso e così lontano da Mosca. L’isola che non si era piegata al colonialismo americano. E che, con i suoi eroi buoni, come Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos, era riuscita a diventare punto di riferimento della sinistra occidentale. Un’icona a livello globale. Ma dietro i libri di storia e alle immagini dei telegiornali ci sono i racconti di chi a Cuba ha deciso di passare parte della propria vita. Di chi ha visto, piano piano, un sogno trasformarsi in un incubo. Un Paese sempre più povero e disperato, dove l’abbandono dell’Unione sovietica prima e la cattura di Maduro oggi sembrano aver innescato l’inesorabile conto alla rovescia di un regime che reprime i dissidenti e da cui sono fuggite milioni di persone. <br