
Il primo episodio di Hobo by Outcasters introduce Isu, Ilaria e Fares su un "treno senza controllore" per i fuorisede. L'obiettivo è costruire un'identità collettiva tra gli studenti delle residenze universitarie di Torino, trasformando la solitudine in esperienza condivisa. Il podcast vuole usare le esperienze vissute per curare il "vulnus" (ferita) e le fragilità del sistema welfare. Si definiscono Outcasters perché si sentono "fuori" dai contesti ordinari o dalle caste sociali dominanti. Il termine Hobo descrive lo studente come un viaggiatore-lavoratore che sfida le frontiere e il cambiamento. Rifiutano la figura dell'ospite passivo: rivendicano il diritto di abitare le residenze come "casa propria". Il podcast è uno spazio orizzontale per scambiarsi strategie e tattiche di sopravvivenza quotidiana. Unisce tre generazioni per riallacciare un tessuto sociale lacerato, superando la logica della nostalgia. È un invito aperto al dibattito per chiunque voglia raccontare la propria stori