
Lettere alticce e slave. Lettere che raccontano l'epica<br />e la tragica solitudine di bevitori dell'est; riparano in un parco del<br />profondo Sud, a metà anni '90. Dopo la caduta del Muro, il mondo si<br />muove spostando masse bibliche, sono uomini<br />che restituiscono il caos, lo smarrimento di quel tempo. Le lettere lo<br />raccontano, lei (alter ego) racconta a lei (anni dopo) - italiana<br />occidentale borghese - di un grande amore, un siberiano<br />alcolizzato che viveva di elemosina, di risse, di alcol, di<br />espedienti, in un giardino pubblico siciliano, e nello stesso tempo<br />trascina dentro la vita di altri come lui. Chi erano questi<br />uomini senza nome? Disorientati dalla democrazia, depositari di<br />distanze immani, torti storici e coercizioni, cortine blindate,<br />identità derelitte. È in fondo la storia di un miracolo, di una<br />perdizione.